Indice degli argomenti

  • NEWS

    L'appello del 24 gennaio si svolgerà alle ore 10,00 nell'aula b14
    Avviso per gli studenti frequentanti:
    Come comunicato precedentemte: Mercoledì 13 e Venerdì 15 aprile non ci sarà lezione, in quanto la docente è impegnata in una missione Erasmus.
    Nelle settimane che vanno dal 18 al 22 aprile e dal 26 al 30 aprile saranno fissati una serie di appuntamenti individuali con gli studenti frequentanti per strabilire - con ciascuno di voi personalmente - l'obiettivo e la modalità dell'elaborato da presentare come esame finale.

    Mandatemi una email entro domenica 17 aprile per chiedermi un appuntamento individuale.

    MM
  • Temi del corso

    Storia delle culture urbane

    Prof.ssa Marilisa Merolla

    From the Music of the Country to the Sound of the City

    Questo insegnamento intende leggere alcuni processi storico-politici e storico-sociali attraverso le “fonti sonore” e il loro impatto sul territorio urbano.

    Le fonti sonore sono documenti, e agenti preziosi che incidono direttamente nella storia contemporanea e delle culture urbane, trasformandole.

    Il jazz, in particolare, è il linguaggio artistico che per tutto il Novecento ha custodito e tramandato lasciando intatti – pur attraverso innumerevoli trasformazioni – i contenuti antichi e profondi dei ritmi afroamericani e non solo. E’  Hobsbawm nella sua Storia sociale del jazz a riconoscere il jazz come “uno dei più importanti fenomeni culturali del nostro secolo: non soltanto un determinato tipo di musica, ma una straordinaria conquista, e al tempo stesso uno specialissimo aspetto della società in cui viviamo”. 

    Non è un caso che siano proprio le due guerre mondiali e, in seguito, la guerra fredda a poter essere identificati come momenti decisivi nella diffusione del jazz a livello internazionale. E’ il 1919 quando il jazz, arrivato dagli Stati Uniti d’America con tutta la sua carica dirompente, sembra fare da colonna sonora alle inquietudini dell’Europa appena uscita dalla Grande Guerra. La musica jazz diventa una vera e propria arma strategica della propaganda americana con lo scoppio della guerra fredda, guerra psicologica tra le due superpotenze la cui vittoria passa anche per la “conquista degli spiriti” delle popolazioni europee, dando vita ad una vera e propria Cold war jazz crusade. L’impatto del jazz al di fuori degli Stati Uniti rappresenta dunque  un intricato insieme di processi sociali, culturali e politici, che risentono a loro volta di condizionamenti economici e, talvolta, militari. In particolare, a favorire la penetrazione della musica jazz a partire dagli anni ’50, è la presenza delle basi militari americane nei diversi contesti dell’Europa occidentale, e non solo, dove proliferano nuove scene jazzistiche. Valore aggiunto decisivo è, tuttavia, l’ambiente - tradizioni locali -  e il contesto nazionale - istituzioni e media -  che lo recepisce; è questo a segnare l’identità del jazz al di fuori degli States. 

    Attraverso alcuni particolari case studies si intende ricostruire il passaggio dalla "music of the country to the sound of the city", dai suoni e silenzi di realtà rurali, a rumori e ritmi delle metropoli moderne

    -    Napoli tra guerra fredda e blues Mediterraneo Rock%20n%20Roll%20Italian%20Way.flv

    -    La Sardegna e Time in Jazz

    -    La Roma del Folkstudio

    -    Il jazz in Italia, tra media di Stato e culture locali 

    -    Il Black Atlantic  

    L’insegnamento rientra nelle attività didattica e di ricerca “Music Making History”. Propaganda americana e modernizzazione nell’Europa che cambia al ritmo del jazz che vede impegnati alcuni ricercatori e docenti delle Università di Aveiro in Portogallo, di Valladolid in Spagna e della Sapienza Università di Roma che stanno insieme affrontando questo emblematico caso di studio, mettendo in luce alcuni aspetti salienti del rapporto tra fonti sonore e storia contemporanea.

    • Libri e altri Materiali di studio

      Libri di testo

      1. E.J. Hobsbawm, Storia sociale del jazz, Res Gestae

      2. A. Mazzoletti, Il jazz in Italia dalle origini alle grandi orchestre, Edt

      E l’analisi di uno dei seguenti film:

      Paolo Fresu. 365 Il tempo di un viaggio disponibile su ownair.it

      Passione, di J. Turturro

      Il blues, Martin Scorsese 

      "Me ne frego", viaggio attraverso la bonifica della lingua italiana tentata dal regime fascista, disponibile ownair.it

      • Lezioni

        A seguito delle molte richieste degli studenti frequentanti lelezioni sono state concentrate tutte il Venerdì, nei seguenti orari e luoghi:

        Venerdì ore 14-16 t012

        Venerdì ore 16-18 b7

        • Laboratorio Storia delle Culture Urbane

          Tema del laboratorio:

          Festival locali, festival nazionali e festival internazionali nell’Italia della guerra fredda culturale

          Storia delle culture urbane (prof.ssa Merolla)

          Il laboratorio della durata di 20 ore prevede diversi focus tra cui quello su Time in Jazz, con la collaborazione di Paolo Fresu. Si tratterà di un laboratorio realizzato all'interno del corso con un lavoro aggiuntivo per gli studenti che lo faranno e la produzione di un prodotto individuale che potrà avere riconosciuti i 3 CFU come Altre Attività Formative. Gli orari del laboratorio saranno comunicati dalla docente durante il corso.


          Partner e materiali di studio:

          Renzo Arbore
          Harold Bradley
          https://www.youtube.com/watch?v=747eZujvbfA
          Ashley Kahn
          Estrogeni Comunicazione http://www.estrogeni.net/
          OWN AIR http://www.ownair.it/              
          FESTIVAL DIRITTI A TODI:  http://www.dirittiatodi.it/                                 
                  Luciana Squadrilli
          Fabio Parasecoli
          A History of Food in Italy
          Vittorio Macioce

           

        • Ricevimento

          Ricevimento

          Studio T012. Lunedì al venerdì per apppuntamento scrivendo una mail a marilisa.merolla@uniroma1.it

          Contatti docente

          Email: marilisa.merolla@uniroma1.it

          Telefono: 06 49918367

          • Argomento 7

            • Argomento 8